Santa Flora e Lucilla

Stampa

Chiesa di Santa Flora e Lucilla


La Chiesa di Santa Flora e Lucilla, insieme al Palazzo Comunale, costituiscono il lato più antico della Piazza entro le mura del Castello di Torrita.
Chiesa romanica ad una sola navata, Santa Flora e Lucilla è l'edificio di maggiore pregio architettonico. Eretta nel XIII secolo, è caratterizzata da una facciata a mattoni, ricca di decorazioni in laterizio e da un portale leggermente strombato. Oltre ad alcuni frammenti di affreschi affiorati durante gli ultimi restauri, la chiesa conserva veri gioielli di arte pittorica della Scuola Fiorentina del 400, di Benvenuto di Giovanni, di Taddeo di Bartolo e di Bartolo di Fredi.
Anticamente questa chiesa era in gran parte affrescata e tracce sono visibili sopra il coro, dove sono state riportate in superficie un'Assunta ed un'Immacolata attribuite alla scuola del Sodoma.

interno_santa_flora

Il tempio conserva la lunetta marmorea a bassorilievo "Il sangue del Redentore" attribuita a Donatello (1430). Non si conosce la collocazione originale dell'opera che nel XIX secolo venne spostata dall'esterno della Chiesa della Madonna delle Nevi al vestibolo dell'Ospedale di Maestri. Si ipotizza che il bassorilievo fosse in origine parte di un tabernacolo composito.


lunetta


Nell'opera "La Pittura Senese nel Rinascimento, 1420 - 1500", raccolta edita dal Monte dei Paschi di Siena nel 1989, si trova una critica di Keith Christiansen che riporta: "... L'ipotesi più probabile è che il Donatello avesse creato un rilievo precisamente di questo tipo durante la sua permanenza a Siena. L'opera viene datata attorno agli anni trenta del Quattrocento, ed è stata associata al tabernacolo di Donatello per San Pietro a Roma.
C'è però il fatto che la sua prima menzione è ottocentesca, quando si trovava sulla facciata della chiesa della Madonna delle Nevi a Torrita, ed è difficile non credere che fosse stata depositata in quell'avamposto di provincia del territorio senese, a seguito delle modifiche al Duomo di Siena effettuate nel 600 e 700.
La datazione dell'opera alla fine degli anni cinquanta del Quattrocento non è inverosimile. Esiste in ogni caso una curiosa somiglianza fra l'inserimento dei due giovani angeli nel bordo della lunetta che incornicia la composizione di Donatello e l'introduzione dei due angeli in adorazione su cumuli rocciosi nella Resurrezione del Vecchietta. "
Analogie con la lunetta si trovano nella "Assunzione della Vergine" nel monumento Brancacci a Napoli e nell'"Ascensione e consegna delle Chiavi" a Londra. Recentementela Lunetta del Sangue del Redentore è stata esposta, insieme alla sua copia, nella mostra dei Falsi d'Autore presso il museo di Santa Maria della Scala in Siena.